Villar Dora: uno sguardo sul paese

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Villar Dora («Vilar Dòra», o «Vilar» in piemontese) è un comune di 2.951 abitanti[1] della provincia di Torino, compreso tra il versante sinistro della Val di Susa ed il fiume Dora Riparia. Il territorio comunale comprende una zona pianeggiante, situata sulla sinistra del fiume dove si concentra la maggior parte della popolazione, ed una collinare e montuosa costituita dai primi contrafforti delle Alpi Graie, ove si situano numerose borgate. Il dislivello totale del territorio varia da 345 a 1508 m s.l.m.

La superficie è di 5,64 km² per una densità abitativa di circa 532 ab./km². Le famiglie sono 1284, con un numero medio di 2,3 componenti. I residenti di cittadinanza straniera sono in totale 128[2].

Un po' di storia...

Epoca antica e medioevale
Gonfalone di Villar Dora
Gonfalone di Villar Dora

Villar Dora vanta radici antichissime: già in epoca romana sorgeva probabilmente presso la rocca del castello un posto di vedetta avente il compito di sorvegliare l'ingresso della Valle di Susa.

Per quanto riguarda il medioevo i monumenti risultano tuttora evidenti:
La Torre del Colle («Tor do Còl» in grafia piemontese) è un possente torrione cilindrico edificato in stile romanico verso l'inizio del basso medioevo, situato presso l'omonima borgata alle pendici della collina della «Seja».

Il Castello rappresenta forse l'insediamento più antico del paese, situato in un punto rialzato da cui si possono dominare con lo sguardo i dintorni. Qui nel basso medioevo vi era un complesso di torri unite da una cinta muraria, ma la struttura attuale risale al XV secolo quando, per volere dei feudatari della famiglia Provana, furono costruiti il Palacium, l'ala di Margaretha de Rotariis e la torre. La dipendenza detta Ca'Bianca risale al XVII secolo, mentre i giardini furono realizzati per ultimi nel XIX secolo per volere del Conte Annibale Antonielli d'Oulx.

Si ritiene invece che la chiesa parrocchiale sia stata fondata già attorno all'VIII secolo ad opera dei monaci benedettini della Novalesa. Originariamente edificata in stile romanico, fu successivamente ristrutturata secondo lo stile barocco nel XVII secolo.

I feudatari del Villar erano vincolati da legame vassallatico al conte di Savoia ed erano per questo tenuti, in caso di guerra, a provvedere al reclutamento degli uomini abili.

I secoli XII, XIII e XIV videro una successione di varie famiglie feudatarie: de Thouvet sive De Sala, de Mont Vernier, Aiguebelle, Bergognino, Provana. Col passare del tempo, il potere politico passò dalle famiglie dell'antica aristocrazia savoiarda a quelle dei nobili piemontesi.

I documenti disponibili riguardano prevalentemente la sfera fiscale (imposte, tasse). Un'eccezione fu costituita dall'anno 1418 nel quale, secondo la tradizione, Papa Martino V Colonna soggiornò al Villar di ritorno dal Concilio di Costanza, dopo una visita alla celeberrima abbazia della Novalesa, il cui Abate Commendatario era a quel tempo un Provana del Villar.

Età moderna
Nei secoli successivi si registrarono alcune grandi epidemie di peste. Vi sono scarse notizie riguardanti la popolazione: talvolta vennero concesse delle esenzioni fiscali per le annate di carestia.
Nel XVIII secolo venivano inoltre emessi dei bandi campestri per regolamentare le attività agricole.

Età contemporanea
In epoca napoleonica il paese venne conquistato dai francesi e annesso al cantone di Rivoli.
Nel corso del XIX secolo, in seguito alla Restaurazione, la situazione rivoluzionaria si venne gradualmente a placare.

Nel 1928 vennero unificati i Comuni di Villar Dora ed Almese, finché nel 1955 il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi non ristabilì mediante un decreto la situazione precedente, ed il paese ebbe nuovamente la sua autonomia amministrativa.

La seconda guerra mondiale non ha mancato di lasciare tracce: sulla collina della «Seja» si possono ancora oggi vedere le piattaforme e le postazioni sulle quali erano installati i cannoni della batteria contraerea.

Cultura e società

Monumenti e luoghi d'interesse
Castello di Villar Dora
Castello di Villar Dora

Eventi
Si narra che nel medioevo San Rocco, taumaturgo e pellegrino di origine francese, fosse transitato per la Valle di Susa in viaggio verso Roma. La sua festa è celebrata il 16 agosto: in questa occasione, una banda musicale itinerante passa per le vie del paese a distribuire i sonetti, brevi poesie scritte in piemontese. Il giorno successivo, detto «San Rochett» («piccolo» San Rocco), è il momento della classica «merenda sinoira» (merenda e cena) all'aperto.

Altre manifestazioni sono: la festa di San Pancrazio (e dell'omonima cappella), la Ciliegiata in primavera e la Castagnata in autunno. A dicembre si svolge il Mercatino di Natale con bancarelle e manifestazioni dislocate tra piazza San Rocco ed il castello.

Lingue e dialetti
Il paese è indicato come compreso in un'area linguistica francoprovenzale fortemente piemontesizzata[3]. L'idioma prevalente di Villar Dora è comunque il piemontese, non scevro di peculiarità locali.

Geografia antropica e struttura urbanistica
Sono giunte fino alla nostra epoca alcune mappe catastali storiche di Villar Dora, le più antiche risalenti alla fine del XVIII secolo. Da esse si può dedurre che il paese fosse diviso tra capoluogo (la zona intorno al castello) e borgate (dislocate ai margini della pianura oppure decisamente in collina).
Le zone pianeggianti ai piedi della «Seja», comprese tra la Dora ed il Capoluogo risultavano umide ed in parte paludose. Qui trovava posto l'antica fornace per la fabbricazione di laterizi.

NOTE
  1. Fonte: ISTAT. Dati censimento 2011.
  2. Fonte: ISTAT. Dati rilevati al 31 dicembre 2007.
  3. Paolo Gras, Valerio Tonini, Le Valli di Susa, Il Capitello, Torino, 1991, p. 205

Elaborazione da Wikipedia: Villar Dora (GNU e CC Duvilar/Lorenzo Rossetti e fonti GCV)